Instructional Systems Design per la progettazione didattica dell’e-learning

L’Instructional Design o progettazione didattica è il processo di definizione di contenuti, metodi e tempistiche dell’intervento formativo (tradizionale o e-learning) e si basa generalmente su uno o più modelli chiamati Instructional Systems Design (ISD, Sistemi di Progettazione Didattica). 

Quando si parla di e-learning nello specifico, la fase di progettazione e quindi la scelta di un ISD acquista particolare valore, in quanto applicare modifiche al prodotto finito implica costi molto più elevati in termini di tempo e spesa

Come sono costruiti questi modelli e in cosa l’uno differisce dall’altro? Continua a leggere per capire come scegliere quello più adatto a te.  

 

IL MODELLO ADDIE 

ADDIE, il principale e più celebre dei modelli di Progettazione Didattica per l’e-learning. Deriva il proprio nome dall’acronimo di Analysis, Design, Development, Implementation, Evaluation (Analisi, Progettazione, Sviluppo, Implementazione, Valutazione) e si compone di cinque fasi consecutive, ognuna imprescindibile e con un esito che alimenta la successiva. 

1. Analisi: Questo primo e fondamentale passaggio ha lo scopo di analizzare il vuoto formativo da colmare, a partire dall’osservazione della target audience per definire gli obiettivi formativi in termini di conoscenze e abilità. A questo scopo, possono tornare utili modelli come la celebre Tassonomia di Bloom e la sua rielaborazione successiva. 

2. Progettazione: Questa fase comprende la pianificazione dei contenuti di apprendimento sia a livello strettamente didattico (lezioni, esercitazioni, test) sia, nel caso di formazione digitale, di interfaccia grafica. Tutto ciò risulta nella stesura di un piano formativo e di uno storyboard che funge da modello per il corso. 

3. Sviluppo: I piani risultanti dalla fase di progettazione prendono forma: contenuti, elementi multimediali, tecnologie vengono sviluppati per creare una versione “beta” del prodotto finale. Questa viene sottoposta a test e, sulla base dei feedback e dei controlli qualitativi, rivista per risolvere eventuali problemi. 

4. Implementazione: Una volta validato e finalizzato, il corso può venire presentato a tutti gli attori coinvolti nel processo formativo: docenti e studenti. I contenuti e-learning vengono caricati sulla piattaforma LMS e viene verificato il corretto funzionamento di ogni elemento, software e hardware, online e offline.

5. Valuatazione: L’ultima fase comprende una valutazione del corso in rapporto agli obiettivi formativi prefissati nella fase di analisi. Il risultato può portare, qualora si ritenga necessario, ad una revisione del corso per migliorarne l’efficacia. 

 

IL MODELLO DICK-CAREY

Il modello Dick-Carey, che prende il nome dai due studiosi della Florida dai quali è stato ideato, prevede dieci fasi consecutive:  

1. Analizzare i bisogni per determinare gli obiettivi di apprendimento. 

2. Condurre un’analisi didattica, o identificare le competenze, conoscenze e attitudini che gli apprendenti dovranno acquisire.

3. Analizzare gli apprendenti e i loro contesti di provenienza, per costruire un percorso didattico che si poggi su conoscenze esistenti.

4. Definire gli obiettivi di prestazione sulla base dell’analisi didattica.

5. Sviluppare strumenti di valutazione per misurare la capacità degli apprendenti rispetto agli obiettivi di prestazione definiti. 

6. Sviluppare strategie formative, incluse le attività pre-didattiche, le istruzioni, momenti di pratica e feedback, test e attività di follow-up. 

7. Sviluppare e selezionare i materiali didattici, ovvero il manuale dell’apprendente, la guida per i docenti, materiali multimediali e test di valutazione. 

8. Progettare e condurre la valutazione formativa al fine di migliorare il materiale didattico, attraverso valutazioni uno-ad-uno, in piccoli gruppi o tramite test sul campo.

9. Progettare e condurre la valutazione sommativa dell’intero programma di apprendimento e delle singole lezioni o attività. 

10. Rivedere i materiali sulla base delle valutazioni precedenti. 

Rispetto al modello ADDIE, molto usato in ambito aziendale, il modello Dick-Carey è molto apprezzato in contesti scolastici

 

IL MODELLO KEMP

Il modello Kemp, ideato da Morrison, Ross and Kemp nel 2010, nasce dall’incontro di diverse discipline e approcci alla progettazione didattica, che viene considerata come un processo non lineare e dipendente dall’unicità di ogni singolo progettista.

Il processo si compone di nove elementi, i quali sono organizzati circolarmente senza un ordine o una gerarchia precisa: 

• Problemi formativi: identificare i problemi e gli obiettivi di apprendimento.

• Caratteristiche degli apprendenti: identificare le caratteristiche che influenzeranno il processo di pianificazione.

• Analisi dei compiti: identificare le conoscenze e procedure da includere nella formazione per permettere agli apprendenti di raggiungere gli obiettivi.

• Obiettivi formativi: identificare chiaramente cosa l’apprendente dovrà sapere e saper fare alla fine del percorso. 

• Sequenza dei contenuti: organizzare i contenuti secondo un ordine logico per massimizzare l’efficacia dell’apprendimento. 

• Strategie formative: ideare strategie innovative per presentare le informazioni e aiutare gli apprendenti a raggiungere gli obiettivi. 

• Ideazione del messaggio: pianificare e creare il contenuto formativo (testo-video) che verrà mostrato agli apprendenti. 

• Offerta formativa: creare o selezionare materiali per supportare le attività.  

• Strumenti di valutazione: ideare strumenti per valutare il raggiungimento degli obiettivi da parte degli apprendenti. 

Questo modello viene considerato più adatto per la progettazione di percorsi lunghi e complessi, mentre risulta troppo macchinoso per la creazione di singole lezioni o percorsi di breve durata. 

 

IL MODELLO SAM

SAM è acronimo di Successive Approximation Model (Modello per Approssimazioni Successive) e consiste di “piccoli passaggi ripetuti, o iterazioni, che puntano a risolvere alcuni dei problemi più comuni nella progettazione didattica, come rispettare le scadenze, rientrare nel budget e collaborare con gli esperti in materia”. 

Anche in questo caso si tratta di un approccio non lineare, ma ciclico, che prevede tre fasi di Analisi, Progettazione e Sviluppo e due versioni: quella base con un processo di tre iterazioni, ideale per piccoli progetti o team poco numerosi, e quella avanzata con otto iterazioni, più adatta a progetti più complessi. In particolare, la seconda presenta un focus sulla fase preparatoria, che si costituisce di due passaggi: raccogliere informazioni e fare un incontro di brainstorming  e prototipizzazione noto come “Savvy Start”. 

Rispetto ad altri modelli, SAM viene considerato un approccio agile, poiché aiuta a prevenire diversi problemi, per esempio legati alla mancanza di cognizione del processo di progettazione da parte del team. Tuttavia, proprio per la sua organizzazione, questo modello richiede un ambiente in cui i processi siano flessibili e il feedback sia rapido per poter funzionare: in caso contrario, è consigliabile preferire modelli lineari come ADDIE. 

 

Dopo aver esaminato i diversi modelli di Instructional Systems Design risulta chiaro come la progettazione didattica sia fondamentale, nella formazione tradizionale come in quella e-learning, per selezionare tutte e sole le informazioni necessarie all’apprendimento e per cercare soluzioni creative per raggiungere gli obiettivi formativi prefissati.

Vuoi saperne di più sulle singole fasi della progettazione didattica per l’e-learning? Leggi i nostri prossimi articoli!

 

 

RIFERIMENTI

Kahuna Learning, Introduzione all’Instructional Design
ISU College of Education, ADDIE
Wikipedia, Modello ADDIE
Training Industry, The Dick and Carey Model
The Performance Juxtaposition Site, The Dick and Carey Model – 1978
ETEC 510: Design Wiki, The Kemp Model of Instructional Design
Kemp, J. E. (1985). The instructional design process. New York: Haper and Row.
Kemp, J. E., Morrison, G. R., & Ross, S. V. (1994). Design effective instruction, New York: Macmillan.
E-learning Heroes, An Introduction to SAM for Instructional Designers

 

 

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